ART HOTEL : Il Golfo eletto dai poeti
il 5/10/2008 11:50:00 (663 letture)

Cantata da Dante nella Divina Commedia e osannata da Garibaldi per il suo coraggio, Lerici è oggi il più grosso centro della provincia de La Spezia. Contesa anticamente tra le repubbliche di Genova, Pisa e Lucca, presenta numerosi resti di questo nobile passato, affiancate a notevoli meraviglie paesaggistiche.

In provincia di La Spezia, sulle sponde del "Golfo dei Poeti", si affaccia Lerici, comune di origine etrusca conosciuto come "la Perla del Golfo". La particolare posizione ha reso questa località, nei primi anni della sua storia, un importante porto sia per i Liguri sia per i Romani .

Durante il Medioevo, invece, la baia di Lerici servì da scalo prima per la famiglia deli Obertenghi e poi per quella dei Malaspina. In seguito le famiglie di Arcola e Vezzano vendettero queste terre a Lucca per un totale di 39 lire. Nel frattempo però la Repubblica marinara di Genova si era insediata in questa parte del Golfo, guadagnando una posizione strategica dopo aver acquistato Portovenere. Le mire espansionistiche di Genova si scontrarono così con la famiglia Malaspina. Sconfitti nel 1174 a Monteleone, i Malaspina furono costretti a lasciare Lerici. Il controllo da parte di Genova comunque comportò un aumento di importanza per questa località: la sua collocazione geografica e l'assenza di fortificazioni la resero un luogo adatto per condurre le trattative tra il capoluogo ligure e Lucca o Pisa. Proprio qui, infatti, nel 1159 le prime due firmarono il celebre "trattato del sale". Nel 1217 invece Genova e Pisa stipularono un fondamentale trattato di pace. Nel 1241, però, in seguito alla vittoria nella battaglia navale dell'Isola del Giglio, Pisa occupò la baia, senza incontrare resistenze. non riuscendo a conquistare anche Portovenere, i pisani decisero di fortificare Lerici proteggendo il borgo con l'innalzamento di mura di cinta.

continua... la storia del castello di Lerici e l'avifauna...Leggi tutto

Nel 1254 Pisa venne sconfitta dai
genovesi e dovette restituire il porto e il castello, che venne
ulteriormente rafforzato. Nel 1300 Lerici fu coinvolta negli scontri
che opponevano Guelfi e Ghibellini. Le due fazioni distrussero il
paese per ben due volte, senza però riuscire a espugnare il
castello. Successivamente, Lerici passò sotto il dominio dei
francesi, che nel 1411 vendettero le fortificazioni e il borgo ai
fiorentini. L'anno dopo, però i genovesi tornarono in possesso
della località, cedendola solo 15 anni ad Alfonso V d'Aragona.
Nel 1479 Lerici tornò, questa volta in maniera definitiva, nei
confronti della Repubblica di Genova, che rafforzò il castello
ampliandolo ed erigendovi intorno una spessa cortina, in modo da
renderlo invulnerabile alle artiglierie.

Durante il Risorgimento, Lerici ha
avuto un ruolo molto importante, tanto che Garibaldi definì la
sua popolazione “la più forte e la più energica
d'Italia”.
Il CASTELLO DI LERICI si trova
sulla sommità di un promontorio roccioso, a sud della baia. Ha
una pianta irregolare di forma poligonale. Le imponenti mura esterne
sono dominate a est dalla massiccia torre pentagonale. Di recente il
castello è stato restaurato per diventare sede di un Museo
Geopaleontoligico unico in Europa, nato in seguito alla scoperta da
parte di Ilario Sirigu nel territorio cirocstante di alcuni reperti
fossili. I lavori hanno comportato il recupero degli spazi interni ed
esterni, diventando un luogo di passaggio tra la cultura antica e
quella contemporanea. Nel Museo sono custodite le orme di disonauri e
altri rettili risalenti a circa 220 milioni di anni fa. A Lerici, in
ogni caso, c'è una lunga tradizione geopaleontologica: Già
nel XIX secolo, infatti, lo scienziato spezzino Giovanni Capellini,
uno dei fondatori della geologia, aveva utilizzato il golfo per
effettuare le proprie ricerche. Tra le altre bellezze architettoniche
del luogo, bisogna menzionare la Torre di San Rocco, costruita in
epoca romana come torre di avvistamento e in seguito, precisamente
nel XVI secolo, trasformata in campanile.
Nel 1287, di fronte alla torre venne
eretto l'omonimo oratorio, probabilmente sui resti di un precedente
edificio che ospitava i pellegrini di passaggio nel porto.
La Chiesa di San Francesco d'Assisi è
stata costruita una prima volta alla fine del 1200. Venne in seguito
abbattuta e ricostruita fra il 1632 e il 1636, rendendola così
più ampia. Ha una sola navata, le pale dell'altare sono opera
di autori di scuola genovese, mentre nel tempio sono conservati
pregevoli arredi sacri, fra i quali un piviale donato dalla famiglia
Botti. Nel vicino Oratorio di San Bernardino da Siena, sull'altare
maggiore, si può ammirare uno splendido dipinto di Domenico
Fiasella. Sulle alture di Fiascherino si trovano invece le rovine di
Barbazzano, un borgo antichissimo di cui si trova menzione nel
diploma di Ottone II del 981. I resti mostrano l'antica conformazione
di borgo murato della località.
Su queste colline, tra l'altro, ha
soggiornato a lungo il celebre scrittore inglese David Herbert
Lawrence.
Il versante orientale è
caratterizzato da pinete di pino marittimo e da boschi in cui le
specie più frequenti sono la roverella e il carpino nero. Il
lato rivolto verso il mare, invece, presenta alcune tipiche
formazione vegetali mediterranee, come gariga, macchia e lecceta. In
alcune zone si possono trovare anche degli enormi oliveti che
ospitano molte piante erbacee come anemoni, papaveri, garofani
selvatici e gladioli, che in primavera ospitano uno spettacolo da
mozzare il fiato.
La fauna è invece ben
rappresentata da specie rettili (ramarri, biacchi, gechi, lucertole,
e orbettini) mammifere (faine, volpi, ricci, donnole, ghiri,
scoiattoli, talpe e tassi). L'avifauna è invece costituita da
allodole, cinciallegre, fringuelli, merli, pettirossi, verdoni,
tordi, picchi e usignoli, nonché da rapaci come allocchi,
civette, barbagianni e poiane e da uccelli marini come cormarani,
marangoni dal ciuffo, sule e svassi. Negli ultimi anni è stato
introdotto dall'uomo, a scopo venatorio, anche il cinghiale, che si è
diffuso rapidamente.

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