EVENTI : Il punteruolo rosso delle palme infesta la Liguria
il 11/5/2008 15:10:00 (2038 letture)

Il punteruolo rosso delle palme infesta la Liguria


coleottero infestante attacca le palmeSi chiama Rhynchophorus ferrugineus e viene dall’Asia. E’ un parassita delle palme, la cui diffusione e’ iniziata nel 1985 negli Emirati Arabi grazie al commercio di palme infette, passando dall’Egitto, dalla Spagna e dalla Costa Azzurra, e’ arrivato fino alla nostra Liguria.

Le specie di palma affette, da noi, sono la Phoenix dactylifera e la P. canariensis, ovvero le più diffuse palme ornamentali del Mediterraneo. Da noi attacca le palme ornamentali, altrove se la prende con le palme da cocco e quelle da olio e il danno non e’ solo di immagine.

Le autorità invitano chiunque lo noti a segnalarne la presenza. Inoltre si consiglia di non tagliare le foglie verdi, ma di limitarsi a rimuovere quelle secche.


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Non è una novità che nel corso degli ultimi trent'anni molti parassiti e fitofagi siano stati introdotti accidentalmente in Italia a causa della leggerezza di vivaisti e rivenditori di piante, che fanno sbarcare sul continente grosse quantità di esemplari adulti, privi di adeguata certificazione fitosanitaria.

Le larve di curculionidi si trovano all'interno dell'apice vegetativo delle palme, dentro il quale scavano gallerie e nidi, rosicchiando il legno spesso in maniera udibile senza stetoscopio, e una volta completamente sviluppate invadono letteralmente l'ambiente circostante, contaminando altri esemplari.

Sembra che in questo periodo, grazie anche alle temperature miti, la virulenza dell'attacco sia aumentata. Molte regioni italiane a clima dolce, come Campania, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, hanno infatti dato segnalazione di piante attaccate.

Esemplari storici, che da diversi decenni danno una precisa connotazione a molte belle città italiane, potrebbero essere completamente spazzati via. Anche in questo caso si assiste ad una tragica ed irritante passività delle autorità che dovrebbero essere competenti della materia. Per ora infatti non sono stati posti né vincoli né controlli alle piante importate dall'estero, né vengono presi – se non occasionalmente e a livello comunale – dei seri provvedimenti per prevenire un futuro disastro.

Purtroppo la lotta è molto difficile, e se l'individuo contaminato è adulto, pare non ci sia al momento altro rimedio che estirparlo e bruciarlo il più presto possibile. In esemplari giovani è stato tentato un trattamento d'urto, irrorando la corona foliare dall'alto e avvolgendo la pianta in un grande telo di plastica, a mo' di camera a gas. Ma risulta evidente che questo tipo di azione non può essere eseguita su esemplari già cresciuti.

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